Stefania Barzini

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<<"Partiri? E dove avemu a jiri?” domandai. “A la Merica“, rispose seria Nanna. La Merica? Ma io la Merica non sapevo manco dove stava!>>

Stefania Aphel Barzini, autrice de “L’ingrediente perduto” che vive e lavora tra Roma e Alicudi, ama soprattutto scrivere, mangiare e cucinare ed ha un rapporto privilegiato con le isole Eolie, alle quali ha già dedicato un libro di ricette eoliane intitolato “A tavola con gli dei”. Nell’arcipelago del suo cuore ha ambientato anche l’inizio e la fine di quest’ultimo libro, un romanzo che inizia a Stromboli e prosegue negli Stati Uniti, seguendo il filo di migliaia di storie di emigranti che hanno lasciato l’Italia all’inizio del secolo per trovare altrove un futuro migliore. Rosalia è una bambina di 10 anni quando abbandona la sua amata isola di Stromboli per la “Merica”, la terra promessa, dove si svolgerà tutta la sua vita e dove porterà i profumi e i sapori della sua terra natìa: in particolare la parmigiana di melanzane, una ricetta che unisce le protagoniste di questa storia come un sottile fil rouge, facendo ritrovare loro il sapore della terra d’origine. Gentilmente l’autrice, che ringraziamo, ha accettato di rispondere alle nostre domande.

INTERVISTA A STEFANIA BARZINI
di Clara Raimondi
Roma, novembre 2009

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1. Qual è il tuo personale rapporto con l’arcipelago delle Eolie?
Fantastico! Il mio rapporto con le Eolie é fantastico. Sono una parte importante della mia vita, non solo un luogo di vacanza, ma una parte di me, e una parte di me che mi é assolutamente necessaria. Alle Eolie ritrovo me stessa. E’ stato un incontro magico sin dalla prima volta. E da allora é una strana malìa quella che mi lega a questi posti.

2. Alle Eolie hai già dedicato in passato un bellissimo libro, “A tavola con gli dei”: qual è il rapporto tra le isole Eolie e la cucina?
E’ un rapporto molto forte, la cucina di queste isole é essenziale come essenziali sono le isole stesse. Cucinare e mangiare qui ti regala sapori nuovi e non ti permette mai di dimenticare la sostanza stessa di queste terre, il sole, il mare, la terra e il fuoco.

3. Com’è nata l’idea del tuo nuovo romanzo “L’ingrediente perduto”?
E’ una storia davvero lunga, diciamo che é nata dai miei anni americani, anni in cui mi sono molto avvicinata alle sofferenze e ai problemi degli italiani d’oltremare, dal desiderio di raccontare quell’esperienza per una volta al femminile perché nelle saghe italo-americane le donne sono sempre defilate, mai in primo piano eppure la loro é stata una battaglia difficilissima e forse ancora più sofferta di quella degli uomini. E’ nata dal desiderio di “ricordare” di non cancellare le memorie, le esperienze, le difficoltà del nostro passato. Stiamo dimenticando molto noi Italiani e un popolo senza passato non ha futuro.

4. Perché hai scelto di ambientare in parte il romanzo nell’isola di Stromboli?
Perché Stromboli é stato il primo amore, il primo incontro con queste isole, a Stromboli ho avuto per anni, in gioventù, una casa amatissima. Inoltre volevo raccontare la storia di una bambina cresciuta alle Eolie e poi emigrata ai primi del secolo, Alicudi, la mia adorata Alicudi, era troppo dura e selvaggia a quei tempi per poterla raccontare e io avevo bisogno di un posto appena più civilizzato ma che avesse la stessa magia che ancora trovo ad Alicudi. E poi perché lì c’é Iddu, sangue, destino, padrone dell’isola.

5. Che influsso ha secondo te l’ambiente naturale sul destino degli eoliani?
Come può non averne? Come può non segnarti la vita in posti dove ancora tutto é così elementare, incerto, temporaneo, dove vento, mare, sole, fuoco, possono cambiare in un solo attimo i tuoi piani, la tua vita, il tuo destino? Come può una natura così forte e intoccata non segnarti per sempre? Chi ci va, chi le vive lo sa. Le Eolie non sono per tutti.

6. Quale personaggio del tuo romanzo ti ha maggiormente affascinata e perché?
Difficile rispondere. Queste donne le ho amate tutte, loro, il loro dolore, le loro sofferenze. In ognuna c’é qualcosa di me o della mia vita. Se proprio devo scegliere allora scelgo Rosalia e Sarah-Sunshine, la prima e l’ultima, quella che parte dal vulcano e quella che ci torna. Perché sono le sole a capire che nella vita la magia esiste ancora, basta sapere dove andarla a cercare.

7. C’è qualcosa di reale in questa storia o è puro frutto della fantasia letteraria?
Di reale c’é molto e niente. I posti, i luoghi sono molto reali. La sofferenza e i problemi delle donne sono molto reali ma non é che le loro storie siano vere, o meglio sono archetipi. Ma Stromboli per esempio credo sia molto reale e in ognuna delle donne c’é molto di me, di persone che ho amato, di persone che ho perso.

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8. Che vantaggi potrebbero trarre i turisti che visitano le Eolie dalla conoscenza della letteratura qui ambientata, come il tuo romanzo?
Io ho letto, credo, quasi tutto ciò che é stato scritto su queste isole e credo che sia importante, anzi importantissimo che chi in queste isole viene, legga tutto quello che su di loro é stato detto, é importante perché é il legame con il passato, un filo rosso che non si é mai spezzato, per capire le Eolie di oggi bisogna conoscere quelle di ieri. E perché solo così si riesce a svelare segreti e misteri di posti così incantati che altrimenti rischiano di restare solo un’occasione per splendide vacanze.

9. Il titolo del tuo romanzo che cosa significa?
“L’Ingrediente Perduto” per me sono le radici spezzate, le identità negate, la memoria cancellata, il rifiuto del passato come forza vivificante e naturalmente anche il cibo abbandonato, dimenticato, offeso, travisato. Cancellato.

10. Hai dedicato altre opere alle isole Eolie o intendi farlo?
Alle Isole ho dedicato anche il mio libro “A Tavola con gli Dei-Memorie e Ricette delle Isole Eolie”. E sì sono certa che in qualche modo le isole non potranno non tornare nei miei libri, é impossibile che non accada perché come ho detto loro sono per me carne e sangue.