Omero

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ODISSEA

Giungemmo nell’Eolia, ove il diletto
Agl’immortali dèi d’Ippota figlio,
Eolo, abitava in isola natante,
Cui tutta un muro d’infrangibil rame
E una liscia circonda eccelsa rupe.”

Odissea, Libro X, 1-5

Secondo la mitologia classica, Ulisse giunge alle Eolie dopo l’episodio di Polifemo (e prima della maga Circe); qui viene ospitato da Eolo, il re dei venti, che gli regala l’otre contenente i venti contrari alla navigazione che lo avrebbe riportato in patria; purtroppo però uno dei compagni di Ulisse apre l’otre liberando i venti contrari e prolungando così l’omerico girovagare ancora per lungo tempo.

Nel canto XII invece Omero cita espressamente i faraglioni di Lipari, che definisce “planktai petrai” cioè rupi erranti. L’episodio è quello famosissimo della maga Circe che, innamorata di Ulisse, cerca di farlo desistere dal partire indicandogli due rotte, da cui egli non potrà uscire salvo:

“Dopo che i compagni avranno remato oltre quelle
non ti dirò da quel punto per filo e per segno
quale sarà la tua rotta: io te le dico ambedue.
Rupi a picco vi sono da un lato, e di contro
il flutto dell’azzurra Anfitrite alto rimbomba:
chiamano Erranti queste rupi i beati.
Neppure gli uccelli vi passano, neppure le timorose
Colombe che al padre Zeus portano ambrosia:
la roccia liscia ne coglie sempre qualcuna
e il padre ne manda un’altra a rintegrarla.
Da lì non scampò alcuna nave d’eroi, che vi capitò,
ma le onde del mare e i turbini del fuoco funesto
trascinano legni di navi e corpi di uomini in mucchio.”

Odissea, Libro XII, 55-72

Questi versi sono stati scolpiti su un muro in piazza Mazzini a Lipari, a ricordo dell’amore intenso e passionale - ma molto infelice - che per tutta la vita legò Leonida Bongiorno, capo del partito comunista liparoto, a Edda Ciano, la figlia del Duce che egli chiamava “Ellenica” che fu confinata a Lipari nel 1945 e a cui lui ha dedicato il muro nel 1971.