Luigi Salvatore d’Austria

Luigi Salvatore

Luigi Salvatore
Luigi Salvatore d’Austria
LE ISOLE LIPARI
8 volumi, riproduzione litografica dall’originale e edizione italiana a cura di Pino Paino,
Edinixe Ed. Lipari 1979-1987

Il viaggiatore
L’arciduca Luigi Salvatore d’Austria fu il viaggiatore per eccellenza fra quelli che visitarono le Eolie. Egli apparteneva alla nobiltà italo austriaca e per tutta la vita sentì l’impellente bisogno di viaggiare per tutto il Mediterraneo con il suo yacht a vapore, unico luogo che egli considerasse veramente casa sua. Si spinse anche oltreoceano fino in California e in Australia. A seguito di questi viaggi scrisse oltre 40 volumi, in gran parte privi del nome dell’autore per modestia. L’arciduca aveva creato attorno a sé un’aureola di leggenda che ne fece un personaggio ammirato e contemporaneamente temuto e discusso, al punto che dopo la sua morte alcuni videro nella sua opera monumentale di descrizione del Mediterraneo anche un obiettivo non dichiarato di tipo politico-militare. Se così è stato, forse anche grazie a lui queste isole non sono divenute territorio di guerra in tempi recenti in quando ritenute inadeguate.

Il viaggio
Nel Mediterraneo la patria di elezione dell’arciduca erano le Baleari, in particolare Maiorca dove aveva costruito una splendida villa, mentre le Eolie erano per così dire una tappa intermedia nei viaggi che ripetutamente egli fece dall’Adriatico alla Spagna. La prima volta giunse a Lipari nel 1868 e poi ci tornò varie volte. Qui chiese l’aiuto di molti validi studiosi di allora di cartografia, geografia, storia e costumi locali per la stesura degli otto volumi della sua opera “Le isole Lipari”, uno per ognuna delle sette isole più una parte generale. I volumi sono illustrati con oltre 200 disegni fatti personalmente dall’Arciduca, che ancora oggi decorano molte delle pubblicazioni relative a questo arcipelago. I viaggi dell’arciduca si diradarono a seguito dei notevoli fenomeni di parossismo vulcanico con epicentro a Vulcano avvenuti nel 1888, per poi esaurirsi completamente all’inizio degli anni ‘90. L’opera di Luigi Salvatore fu pubblicata in tedesco tra il 1893 e il 1896.

Il diario di viaggio
L’opera di Luigi Salvatore è tuttora il trattato più completo sulle Isole Eolie che sia stato finora pubblicato. E’ stata rivalutata solo di recente, da quando cioè Pino Paino ne ha curato la pubblicazione in italiano rendendola più accessibile agli studiosi italiani. Per la verità la lettura dei 7 grandi volumi relativi alle singole isole per chi non è esperto è piuttosto impegnativa per via delle descrizioni minuziose del territorio, non prive di note poetiche in certi punti. Interessante è il volume relativo alla parte generale, che descrive usi e costumi del tempo, e particolarmente valide sono le tavole con i disegni dell’autore che costituiscono un documento di valore inestimabile, quasi una foto satellitare delle Eolie della fine dell’800, che fu un momento particolarmente infelice della storia dell’arcipelago, in cui gran parte della popolazione fu costretta ad emigrare per la situazione economica depressa.

Il settimo volume è dedicato a Stromboli, l’isola preferita di Luigi Salvatore che così la descrive: “Stromboli, il vulcano perennemente in eruzione che è quasi un faro acceso dalla natura, guida le comunicazioni internazionali sulla rotta di Messina, è sicuramente la più interessante isola del gruppo… San Vincenzo è certamente il posto più bello dell’isola, oltrechè il più lontano dalla Fossa minacciosa. Di sera, dopo le cinque, quando il sole inclina e il cono del vulcano diffonde la sua benefica ombra sui pendii e sulla spiaggia di San Vicienzu, il posto è particolarmente allettante anche per la piacevole frescura. La brezza gioca con le foglie dei vigneti che tremolanti, sembra vogliano baciarsi sopra i grappoli maturi, mentre la nera spiaggia di Rupiddu cinge quasi come in una bordura d’agavi, il mare color zaffiro. Allegre donne e ragazze, sguazzando e ridendo nell’acqua, tirano a riva le loro barche per la notte, o tornano dalla pesca, o dai lavori sui lontani pendii.”
Parlando dei giovani del luogo, il nostro Arciduca si lascia andare ad alcune considerazioni sull’amore che sembrano in parte autobiografiche, considerando che a Stromboli viveva la sua donna eoliana che gli diede anche tre figli: “Spesso si incontra qualche giovane che porta faticosamente sulle spalle un blocco di lava per la casa dei suoi sogni. Quante illusioni in questa visione giovanile della felicità terrena! Così pensavo spesso, vedendo camminare questi giovani, grondanti di sudore, sotto il pesante carico. Tanta ricchezza di ideali cela la vita umana, ma felice è solo colui che li conserva fino alla fine dei suoi giorni! Per quanto il loro faticoso guadagno li possa condurre lontano sul mare, essi resteranno sempre col pensiero fisso alla loro isola natia e gioiosamente, torneranno all’amore della loro fanciullezza, che sarà l’amore della loro vita e che li accompagnerà, proteggendoli e confortandoli, sul mare spumeggiante, in una perenne visione di felicità. Perchè è così che sono: attaccati con ogni fibra del loro cuore alla compagna dei sogni che li attende a Stromboli e che lì, prega per loro”
Del paesino di Ginostra, raggiungibile praticamente solo dal mare ancora oggi, egli scrive:
“Ginostra, a cui si arriva solo dal mare, è una località eccezionalmente quieta, un angolo benedetto, dove s’ode di continuo l’allegro cinguettio degli uccelli, situata però ai piedi del minaccioso vulcano che durante le sue più turbolenti eruzioni danneggia le vicine contrade, e le cui lave incandescenti fanno ardere tutto ciò che sfiorano”.
Infine anche Luigi Salvatore resta affascinato dalle eruzioni dello Stromboli, che da millenni illuminano le notti eoliane: “Andare in barca ad assistere a questi giochi pirotecnici della natura è, particolarmente d’estate, un vero divertimento. Se il tempo è bello le eruzioni sono più rare e talvolta bisogna attendere anche una buona mezz’ora. Se invece minaccia vento da sud-est o da sud-ovest e le onde lunghe e rigonfie che spesso precedono il vento, si rifrangono ai piedi del vulcano, allora le eruzioni sono frequenti e intense e si può osservare un mare di fuoco che cola ai fianchi della montagna. E’ un vero spettacolo stare a guardare le pietre infocate che per lo più attraverso 3 colate principali, rotolano giù sul pendio di Rupiddu e che con salti imponenti, si tuffano finalmente in mare, lasciandosi dietro innumerevoli scie di fuoco.”

Edizione originale
Ludwig Salvator, DIE LIPARISCHEN INSELN, Heinrich Mercy Ed, Praga 1893/96

Dove trovare il libro
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via Garibaldi;
- tramite il database OPAC è possibile interrogare i cataloghi online di oltre 40 biblioteche italiane per localizzare quella più vicina.

Link utili
Sito ufficiale (in italiano e inglese)
Associazione amici dell’Arciduca (in spagnolo)