Lazzaro Spallanzani

Lazzaro Spallanzani

Lazzaro Spallanzani
Lazzaro Spallanzani
DESTINAZIONE EOLIE
Prologo e saggio sul settecento liparitano di Giuseppe Iacolino
Edizioni del centro Studi di Lipari, 1993.

Il viaggiatore
Lazzaro Spallanzani fu un naturalista e vulcanologo italiano, un abate di Scandiano (Reggio Emilia) oggi considerato il padre scientifico della fecondazione artificiale. Dopo aver preso i voti divenne professore di Storia Naturale all’Università di Pavia e successivamente direttore del Museo di Storia Naturale della medesima Università dove fu anche rettore e dove morì nel 1799. Durante i suoi anni pavesi, Spallanzani compì numerosi viaggi esplorativi e di ricerca mineralogica in Italia, in Europa e in Asia Minore tra i quali quello a Costantinopoli, dove fu ingiustamente accusato di furto di reperti nel locale museo.

Il viaggio
Nel 1788 Spallanzani visitò il Vesuvio e vulcani della Sicilia, comprese le isole Eolie con scopo prettamente scientifico di ricerca. Il suo viaggio iniziò il 24 agosto 1788 da Napoli dove si imbarcò su un bastimento marsigliese diretto a Messina che sulla via del ritorno doveva passare da Lipari per caricare la pomice. Il 12 settembre si imbarcò a Messina diretto a Lipari e vi rientrò il 17 ottobre, quindi alle Eolie si fermò in tutto 35 giorni durante i quali visitò tutte e sette le isole in lungo e in largo. Fu molto fiero di essere stato il primo naturalista a mettere piede ad Alicudi. I risultati del suo lavoro di ricerca furono pubblicati quattro anni dopo nell’opera “Viaggi alle due Sicilie e in alcune parti dell’Appennino” in sei volumi che apparve nel 1797 e che segna l’avvio della moderna vulcanologia; circa la metà delle 1400 pagine dell’opera sono dedicate alle isole Eolie.

Il diario di viaggio
Le circa 700 pagine che Spallanzani dedica all’arcipelago eoliano sono prevalentemente un trattato scientifico e quindi sono più adatte a degli studiosi/scienziati che si interessano di feldspati che ai moderni turisti che vogliono viaggiare informati. Ci sono però alcune parti del trattato, in particolare il capitolo 24 intitolato “Cose diverse dalle vulcaniche”, che si discosta dai temi vulcanologici e si avvicina più allo stile del diario di viaggio cogliendo anche la realtà umana e sociale dei luoghi visitati. Dice infatti l’autore stesso nel suo libro: “Le isole Lipari, in quanto figlie tutte quante del fuoco, sono state il primario, e più lusinghiero motivo per visitarle. Non è però che per altri lati non potessero allettarmi e piacermi. L’indole, e i costumi di quegli abitanti, la loro popolazione, l’agricoltura, il commercio e gli altri rami dell’industria, erano oggetti da non lasciare senza disamina, e tanto più meritevoli di essere notati, e descritti da un italiano, quanto che meno alla sua Nazione sono cogniti.”
Non ultimo val la pena di leggere lo Spallanzani perché costituisce un esempio quasi unico di illustre viaggiatore del passato di nazionalità italiana, dato che i suoi colleghi sono praticamente tutti stranieri.

Nel citato capitolo 24 Spallanzani si dilunga a descrivere la flora, la fauna e le persone del luogo; queste colorite descrizioni meriterebbero una lettura integrale, ne abbiamo selezionate alcune. Ad esempio l’autore dice della malvasia, il vino liquoroso che si produce nelle Eolie, di cui si narra che l’autore abbia spedito a casa dopo il viaggio un’intera botte, sufficiente come scorta personale per un intero anno: “Da una certa qualità di uve si ricava la famosa malvasia di Lipari, il cui nome solo può bastare per farne l’elogio; vino d’uno schietto color d’ambra, generoso insieme, e soave, che inonda e conforta la bocca d’un’amabile fragranza, con un ritorno di soavità alcun tempo appresso di averlo gustato”.
Degli abitanti di Lipari egli dice: “I Liparesi sono in generale d’ingegno pronto e sveglio, presti all’apprendere, acuti nel penetrare, e vogliosissimi di sapere…questi abitanti sogliono essere robusti, forzuti, piuttosto di gran persona, e ben rispondente, ed anche avvenenti, e di faccia ben colorita nell’età più tenera, ma indurandosi alle fatiche, ogni avvenenza vien meno senza eccettuarne il bel sesso; al qual cangiamento concorre grandemente la sferza di quel cocentissimo sole, come nel mostrano le carni riarse, e i volti abbronzati…Del rimanente egli è poi incredibile quanto in mezzo al povero loro stato tutti quegli isolani si trovin contenti. Forse Ulisse non portò più amore alla sua Itaca, quanto ne portarono eglino alle loro Eolie, che quali che sieno, non le cambierebbero coll’isole fortunate.”

Edizione originale
Lazzaro Spallanzani, “VIAGGI ALLE DUE SICILIE E IN ALCUNE PARTI DELL’APPENNINO”, 1797

Dove trovare il libro
- presso il Centro Studi di Lipari, in via Maurolico 15 oppure online;
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale;

Link utili
Voce su Wikipedia.
Centro studi Lazzaro Spallanzani a Scandiano.
Museo di Scienze Naturali fondato da Spallanzani.