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Guy De Maupassant
CRONACA DI UN VIAGGIO IN SICILIA
Traduzione e note di Carlo Ruta
Edi.bi.si. Palermo, Maggio 2001
Il viaggiatore
Guy de Maupassant è uno scrittore francese molto noto, considerato uno dei padri del racconto moderno, è infatti autore di oltre 300 racconti e novelle e di 6 romanzi di cui il più noto è “Bel-Ami” che gli hanno procurato una popolarità internazionale indiscussa. Maupassant nacque presso il Castello di Miromesnil, vicino a Dieppe, in Francia, nel 1850 e visse la sua infanzia a Etretat in Normandia. Dopo la guerra franco-prussiana, nel 1871, lasciò la Normandia e giunse a Parigi dove ebbe la fortuna di essere preso sotto la protezione di Flaubert, che lo iniziò al giornalismo e alla letteratura. In breve tempo divenne uno dei più rinomati autori di romanzi e racconti del suo tempo.
Il viaggio
Maupassant viaggiò tantissimo in Algeria, Italia, Gran Bretagna, Sicilia, Auvergne e da ciascuno dei suoi viaggi tornava con un nuovo volume. Navigò moltissimo sul suo yacht privato “Bel Ami”, così chiamato in onore del suo romanzo. La sua opera “La vie errante” contiene un capitolo intitolato “La Sicile” che narra il viaggio qui effettuato da Maupassant nella primavera del 1885 mentre era in viaggio verso l’Africa. Durante il viaggio in Sicilia l’autore visita anche le isole Eolie e in particolare effettua un’escursione a piedi all’interno del cratere di Vulcano che gli ispira pagine intensamente poetiche.
Il diario di viaggio
Maupassant è un vero letterato, capace di aggiungere alle descrizioni dei luoghi quel lirismo e quella poesia che solo i veri artisti sanno rendere. Nelle poche pagine che descrivono le Eolie egli riesce ad interpretare la realtà che lo circonda secondo le inclinazioni del suo animo e a darci delle visioni uniche, si pensi alla “sciarpa gialla” a cui paragona il “bosco di ginestre in fiore” che fasciano il cono lavico di Vulcano. Egli riesce infatti a comunicare al lettore quell’estasi che la visione del bello procura agli animi sensibili che lo contemplano e che ne restano appagati.
Ecco come Maupassant descrive l’arrivo a Lipari da Messina: “Si parte da Messina, a mezzanotte, in un lurido battello a vapore, in cui i passeggeri di prima classe non trovano neanche panchine per sedersi sul ponte. Nessun alito di brezza; soltanto l’avanzare della nave turba l’aria calma addormentata sulle acque. Le rive della Sicilia e le coste della Calabria esalano un odore così intenso di aranci in fiore, che l’intero stretto ne è profumato come una camera femminile. Ben presto, la città si allontana, passiamo tra Scilla e Cariddi, le montagne si abbassano dietro di noi, e, sopra di esse, appare la cima schiacciata e nevosa dell’Etna, che sembra incappucciata d’argento al chiarore della luna piena. Quindi si sonnecchia un pò, cullati dal rumore monotono dell’elica, per riaprire gli occhi alla luce dell’alba nascente. Laggiù, di fronte a noi, ecco le isole Lipari. La prima a sinistra e l’ultima a destra lanciano in cielo un denso fumo bianco. Sono Vulcano e lo Stromboli. Tra questi due vulcani, si scorgono Lipari, Filicuri, Alicuri, ed alcuni isolotti molto bassi. Poco dopo, la nave si ferma davanti all’isoletta e alla cittadina di Lipari. Alcune case bianche ai piedi di una grande costa verde. Null’altro, nessun albergo, dato che nessun forestiero sbarca mai sull’isola. E’ fertile, graziosa, circondata da rocce magnifiche, dalle forme bislacche, di un rosso intenso e morbido. Vi si trovano acque termali che furono un tempo frequentate, ma il vescovo Todaro fece distruggere i bagni che erano stati costruiti, al fine di sottrarre il proprio territorio all’affluenza e all’influenza degli stranieri. Lipari termina, a nord, con una singolare montagna bianca che, da lontano, sotto un cielo più freddo, ognuno scambierebbe per una montagna di neve. Da qui si estrae la pietra pomice per il monto intero”
A proposito del cratere principale di Vulcano, durante l’escursione alla cima lo scrittore dice: “Tutto è giallo intorno a me, sotto i miei piedi e sopra di me, di un giallo accecante, di un giallo pazzesco. E’ tutto giallo: il suolo, le alte muraglie e persino il cielo. Il sole giallo versa nell’abisso muggente la sua luce ardente che il calore della conca di zolfo rende dolorosa come una bruciatura. Si vede bollire il liquido giallo che scorre, si vedono sbocciare strani cristalli, spumeggiare acidi splendidi e bizzarri sull’orlo delle labbra rosse dei focolai”. Scarica la versione stampabile del testo di Maupassant.
Edizione originale
Guy de Maupassant, LA VIE ERRANTE, 1888.
Dove trovare il libro
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale.
- online su InternetBookshop .
Link utili
Voce su Wikipedia.





