Giuseppe La Greca

Giuseppe La Greca è uno storico eoliano, di Lipari, con particolare predilezione per la storia minore delle isole Eolie. I primi due volumi della sua opera, pubblicati dall’editore Iacolino, riguardano la storia della pomice di Lipari (2003) e quella delle terme di San Calogero (2004), sempre a Lipari. Recentemente ha dato alle stampe anche il secondo volume della storia della pomice, edito nel 2008 dal Centro Studi di Lipari. I suoi studi spaziano in anche altri ambiti storici quali ad esempio quelli relativi ai viaggiatori che in passato hanno visitato le isole o al fenomeno del confino politico coatto che ha interessato queste isole nel passato, che saranno oggetto di future pubblicazioni.

<br />


Le TERME DI SAN CALOGERO sono un impianto termale esistente a Lipari dai tempi dei greci e dei romani nella zona sotto Pianoconte, che sfruttava una delle maggiori sorgenti di acqua calda esistenti nelle isole Eolie. Il libro ripercorre la storia di questo impianto dai tempi in cui godeva di fama e successo, analizzandone le origini, lo sviluppo con le prime concessioni ottocentesche e la fase di declino a partire dai primi del novecento, dovuta principalmente ad una riduzione del flusso idrico e della temperatura dell’acqua termale - peraltro dotata di notevoli proprietà curative - seguita al parossismo vulcanico del 1888. Interessante la proposta conclusiva dell’autore per un utilizzo di tipo museale della struttura delle Terme, da poco ristrutturata ma attualmente inutilizzata.

<p></p>

La STORIA DELLA POMICE DI LIPARI inzia con il primo volume “Dagli albori alle concessioni monopolistiche“, edito da Giovanni Iacolino nel 2003, che parte proprio dall’età della pietra in cui gli uomini delle caverne facevano largo uso dell’ossidiana - una pietra vulcanica che della pomice è parente stretta ma molto più tagliente, di colore nero e pesante - per giungere fino all’organizzazione produttiva di stampo industriale dell’inizio dell’800. Il testo è supportato da documenti storici dell’epoca e arricchito da testimonianze che ripercorrono le vicende storico-economiche della principale fonte di ricchezza (ma anche di sofferenza per via della silicosi) dell’isola di Lipari, prima dell’avvento del turismo.

</p>

Il secondo volume della storia della pomice, edito dal Centro Studi di Lipari nel 2008 e sottotitolato “Dalla controversia con il vescovo Natoli all’avvio della legge sulla pomice” chiude l’ottocento. Il volume è diviso in due parti: nella prima troviamo l’esposizione della storia politica, attraverso le sedute del consiglio comunale di Lipari, intorno alla problematica dell’escavazione e dello sfruttamento della Pomice; nella seconda parte si trattano gli aspetti sociali, le condizioni del lavoro, l’attività Industriale, la regolamentazione e la commercializzazione della Pomice nell’ottocento.

<br />


Il terzo volume, edito sempre dal Centro Studi di Lipari nel 2009 è sottotitolato “Dal tentativo Haan alla legge del 1908“, I primi anni del novecento rappresentano per l’economia delle Eolie una rivoluzione, le lotte fra imprese straniere, i colpi bassi, lo spionaggio industriale, lo scontro all’interno della società e nel consiglio comunale, le prime indagini sullo stato delle miniere di pomice da parte del Ministero dell’Agricoltura, l’emanazione della Legge 10 del 1908 e la figura del Marchese Ugo di Sant’Onofrio sanciscono la fine dell’attività pomicifera dell’ottocento proiettando le Eolie nel nuovo secolo.

<br />


NEL REGNO DI EFESTO“, edito dal Centro Studi di Lipari nel 2009, è un libro sui viaggiatori minori delle isole Eolie. Seguire le orme dei viaggiatori, da Hamilton a De Tocqueville, Villepeux, Reclus, D’Albertis, Maupassant, significa ripercorrere le tappe della storia delle Eolie utilizzando le loro relazioni, vivendo il loro desiderio di conoscere le nostre isole, accompagnarli nel loro bisogno di avventura alla ricerca di nuovi confini.Questo libro contiene una raccolta ragionata e commentata degli estratti dedicati alle isole Eolie dai diari dei viaggiatori che le hanno visitate nel ‘700 e nell’800, che costituiscono anche oggi una lettura interessante e una testimonianza storica preziosa sia per i visitatori moderni sia per chi vuol saperne di più del passato di questo meraviglioso arcipelago siciliano.

<br />


LIPARI AL TEMPO DEGLI ARABI“, edito dal Centro Studi di Lipari nel 2009, narra la vicenda delle reliquie di San Bartolomeo - patrono delle isole Eolie - che sono state trafugate a Pisa nell’anno Mille. Le isole Eolie sono state oggetto nei secoli di una serie di dominazioni straniere piuttosto significativa, dovuta alla loro posizione strategica nel Mediterraneo e alle risorse naturali di cuiera ricca. Il periodo storico che va dall’800 all’anno 1000 si caratterizza a Lipari per la presenza della dominazione araba, seguita dalla “liberazione” da parte dei pisani che precedettero di poco l’occupazione normanna. Alterne vicende hanno subito in quel periodo anche le reliquie di Bartolomeo, Santo patrono delle isole Eolie. Sulla base di una testimonianza storica precisa, questo libro mette in luce un episodio finora oscuro della storia eoliana e in particolare quello relativo alla traslazione di parte delle reliquie del Santo da Lipari a Pisa, dove tuttora risiedono, a seguito della suddetta spedizione militare pisana. L’episodio citato viene inquadrato nelle vicende che caratterizzano il periodo storico della dominazione araba mediante un’accurata disamina degli eventi collaterali del medesimo periodo. Questo lavoro è dunque in grado di dare un contributo inedito alla storia di Lipari all’alba dell’anno Mille.

Tra i numerosi futuri progetti dell’autore, un altro libro sul CONFINO COATTO A LIPARI.

Le immagini della galleria fotografica sottostante sono state scattate dall’autore che ringraziamo per la gentile concessione.