Giancarlo Trapanese
MARIA MAREA
Racconto ambientato a Filicudi, pubblicato nella raccolta “Se son fiori”, Ed. Moretti, 2005
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Questo l’incipit di “Maria Marea”, il racconto ambientato nella Filicudi degli anni ’60 di Giancarlo Trapanese pubblicato nel 2005 e distribuito solo nelle Marche dalla casa editrice Moretti.
Questo coinvolgente racconto, di cui esiste anche una versione più estesa mai pubblicata, fa parte di una raccolta intitolata “Se son fiori” che comprende altri racconti sul tema dei rapporti affettivi e di coppia e in particolare della paura di amare, dell’amore vissuto come momento di debolezza in un mondo in cui spesso la razionalità deve prevalere sulle ragioni del cuore: un inno in onore di chi è ancora capace di provare dei sentimenti e di lottare per difenderli. Maria Marea narra le vicende, in parte reali, di Tonino “Calaciuni”, un pescatore di Pecorini che si ritrova solo con sé stesso dopo la perdita della donna che amava, una donna “straniera” che la comunità locale aveva rifiutato e che lui stesso aveva tradito nonostante il sentimento che li legava. Una storia incalzante e coinvolgente scritta con passione e sensibilità: sullo sfondo l’isola eoliana più aspra e lontana, ma non meno affascinante e ricca di storie da ascoltare e narrare.L’autore:
Giancarlo Trapanese è scrittore, giornalista professionista, vice capo redattore della sede Rai per le Marche, professore a contratto di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso Scienze delle Comunicazioni - Università di Macerata ( A.A. 2008-2009) e autore di altri racconti e romanzi. Gentilmente ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande.
INTERVISTA A GIANCARLO TRAPANESE
a cura di Clara Raimondi
Ancona, 1 marzo 2009
1. Qual è il suo personale rapporto con le isole Eolie?
Abbastanza curioso e particolare. Quando si è trattato di ambientare il romanzo ho pensato ad una piccola comunità il cui isolamento territoriale rendesse più forti e vincolanti i legami sociali. In quel momento non ero ancora mai stato alle Eolie ma studiando su internet, ricercando libri, Filicudi che non avevo ancora mai visto mi è sembrata ideale con quel fascino misterioso, con la propensione alla leggenda e quella natura particolare. Così prima ancora di andare personalmente e di “verificare” ho iniziato a fare una cosa che ha suscitato l’ilarità della mia famiglia e la sorpresa di tanti. Ho fatto una raccolta di numeri di telefono, a caso, di Filicudi ed iniziato a telefonare alla gente del luogo dicendo che ero uno scrittore e che avevo intenzione di… e che volevo rendermi conto della storia, della mentalità direttamente. Ho insomma sfidato quella riservatezza leggendaria degli isolani. Alcuni mi hanno chiuso il telefono in faccia, pochi, altri e soprattutto altre si sono messe a chiacchierare offrendomi una splendido panorama ed uno straordinario spaccato che ho poi cercato di rendere nel libro.
2. Com’è nata l’idea del suo racconto “Maria Marea”?
L’amore è una grande opportunità, nella vita non ti si offre molte volte. Ma spesso l’amore non basta a se stesso soprattutto nel tempo quando si perdono i riferimenti di coppia, quando l’abitudine fa spegnere alcuni fuochi. La vicenda che ho ambientato a Filicudi ha un substrato di verità, è la storia di un pescatore e di un grande amore perduto per aver seguito troppo le usanze e le convenzioni e aver preteso che l’altra si dovesse per forza adattare. Maria Marea nasce appunto da questa storia e dal ricordo di una bella canzone degli anni 70 la cui musica mi restituiva le sensazioni del mare e della malinconia.
3. Quanto della storia narrata corrisponde a verità storica e quanto invece è frutto della fantasia letteraria?
Un po’ in tutti i miei libri c’è una parte di verità ed una parte di romanzo. La parte centrale della storia, la vita della coppia in una piccola comunità ,è storia vera. L’incipit e la conclusione sono invece frutto della fantasia
4. Quale personaggio del suo racconto l’ha maggiormente affascinata e perché?
Verrebbe da rispondere di slancio la sfortunata Maria, che ha inseguito dal Veneto sino a Filicudi il suo sogno di amore per sentirsi poi tradita e abbandonata. Ma a bocce ferme direi che è lui, Tonino “Calaciuni” il personaggio che sento di più, con le sue contraddizioni, la sua sofferenza senile, l’aver capito troppo tardi di aver mancato l’occasione della sua vita per essere felice, per non aver saputo mediare e capire. E quando ci si rende conto che il treno della felicità è perso per sempre allora quel dolore, quella nostalgia sembra aver uno straordinario potere di “emendare” la propria esistenza.
5. Che influsso ha secondo lei l’ambiente naturale di Filicudi, così aspra e lontana dal mondo, sul destino degli uomini che vi abitano?
Uomini e natura trovano una simbiosi che in altri luoghi non è possibile: il rapporto di amore, dipendenza e lotta è tale che la comunità trova valori unificanti molto forti mettendo in comune anche una parte del privato che normalmente non viene condivisa. Il gruppo diventa più forte e coeso, e quindi più difficile “penetrarvi” ma se ciò accade si possono ottenere cose straordinarie in altri luoghi non pensabili. Insomma un prezioso scrigno di sentimenti il cui lucchetto è concesso a pochi ma all’interno del quale puoi trovare “gioie” in altri luoghi perdute per sempre.
6. Gli amori isolani sono spesso contrastati e privi di lieto fine: che ruolo ha l’isolamento in questa difficoltà nelle relazioni interpersonali, soprattutto per chi come Maria non “appartiene” all’isola per diritto di nascita?
Come scrivo nel romanzo in questi luoghi più che in altri l’amore ha bisogno di condivisione per alimentarsi. I due non bastano a se stessi se non sono accettati dagli altri, se fra loro e la società si scava un solco che altrove può essere ignorato ma non qui. Maria viene in fondo da un’altra epoca in un momento di grandi mutamenti sociali la cui eco è appena giunta in un’isola che non ha ancora la corrente elettrica ed il telefono. Invece di adattarsi lei prova ad essere se stessa in una sfida senza storia in un ambiente che non ovatta ma amplifica, non attenua ma rinforza. La chiave per entrare nel cuore di quella gente la trova il giornalista, molti anni dopo, non la trova Maria tesa com’è a difendere i suoi due grandi amori: quello per se stessa e per il suo uomo.
7. Che vantaggi potrebbero trarre i turisti di oggi dalla conoscenza della storia delle isole e della letteratura qui ambientata, come il suo racconto?
C’è intanto il contatto con quel fascino naturale che ammalia. Non è un caso che almeno tre o quattro dei lettori di Se son Fiori mi hanno poi detto di aver voluto andare alle Eolie dopo aver letto il mio libro, tra l’altro restituendomi uno dei più bei feedback che un autore possa augurarsi: mi hanno detto che era come se ci fossero già stati che hanno risentito li sul luogo le atmosfere e le sensazioni del libro. Ma c’è anche la carica di umanità di condivisione che il giornalista riesce a cogliere nella Filicudi di oggi e la “meraviglia” nella scoperta di una storia, attraverso il racconto di Calaciuni, della scoperta di una storia antica e diversa che in fondo a Filicudi si può ancora ritrovare e sentire.
8. Quali futuri sviluppi prevede della sua produzione letteraria?
Se son Fiori (libro distribuito solo nella mia regione in 2000 copie) è andato esaurito, e molto bene sono andati anche Luna Traversa e Da quanto tempo, due libri particolari dedicati ai sentimenti sotto diverse angolazioni. Ora sto trattando la pubblicazione di un libro per me molto speciale, scritto a quattro mani con una ragazza cerebrolesa la cui storia quasi miracolosa sembra essere il percorso contrario del dramma di Eluana Englaro. Qui vince la speranza, la vita, l’amore e assieme abbiamo pensato e realizzato un romanzo partendo proprio dalla storia della sua vita. Un lavoro particolare e prezioso al quale sto cercando un palcoscenico nazionale che temi come questi meritano. Il libro, Sirena senza coda, è un inno a non accontentarsi, a lottare per la vita e per le piccole conquiste. Lei, la mia coautrice Cristina, 20 anni, è passata dal buio e dalla impossibilità anche di comunicare i suoi bisogni primari alla comunicazione tramite computer sino a vincere un concorso giornalistico per le scuole firmando il proprio articolo “Sirena senza coda” da cui il titolo del nostro libro.
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Vai al videoclip della canzone “Maria Marea” dei Pooh, girato a Lipari nel 1993







