Gaston Vuillier

Gaston Vuillier

Gaston Vuillier
Gaston Vuillier
ESCURSIONE ALLE EOLIE
Impressioni del presente e del passato

Traduzione e introduzione di Roberto Cincotta
Edizioni del Centro Studi di Lipari 2003

Il viaggiatore
Gaston Vuillier fu un pittore, disegnatore e scrittore francese della fine del 18° secolo. Nel 1878 divenne famoso nel suo paese come pittore di paesaggi ed espose i suoi quadri anche a Parigi. Fu anche illustratore di riviste e di libri, compreso il trattato di geografia di Eliseo Reclus che visitò le Eolie poco prima di lui. Conosceva anche l’arciduca Luigi Salvatore d’Austria che proprio in quegli anni aveva iniziato a pubblicare il suo trattato di geografia sulle isole Eolie.
Il viaggio
Vuillier nel 1888 intraprese il Grand Tour del Mediterraneo che lo portò sia nelle isole maggiori come la Corsica, la Sardegna e la Sicilia ma anche nelle Baleari e nelle Eolie. Riportò le sue impressioni di viaggio nelle opere “Les iles oubliées-Les Baléares, la Corse, la Sardaigne”, pubblicato nel 1893 e “La Sicile: impressions du présent et du passé”, apparso nel 1896 che contiene il capitolo dedicato alle isole Eolie.
Gaston Vuiller si imbarca per le Eolie da Messina una sera di giugno del 1893.
Nell’introduzione del suo libro l’autore spiega le motivazioni che lo hanno spinto a viaggiare in Sicilia e a scriverne poi il resoconto: curiosità per ciò che non conosceva, entusiasmo per le bellezze umane e naturali e nostalgia per i bei momenti passati in viaggio.

Il diario di viaggio
Il diario di viaggio di Vuillier è particolarmente leggibile - e si distingue in questo da altri qui presentati - per la straordinaria capacità dell’autore di calarsi nella realtà visitata con l’occhio dell’artista, presentandola allo stesso tempo con una forma ricca e coinvolgente come uno scrittore affermato, a tratti ironica e divertente. Ad esempio al camorrista napoletano fa dire “Sono un onest’uomo, signoria, non ho mai rubato, io, ho tre omicidi nella mia carriera: uomo di sangue sì, ma ladro mai!” L’autore ha poi un gusto particolare per gli aspetti lugubri e macabri, come un bambino che scaccia la paura parlando di fantasmi; le sue descrizioni dell’ossario e delle prigioni di Lipari e dei demoni di Vulcano sono uniche nei resoconti del suo tempo. D’altro canto poi si emoziona per la bellezza dei paesaggi, come il villaggio di Canneto, creando un’ambivalenza tra descrizioni terrificanti e bucoliche che ben rende il carattere duplice e complementare di queste isole di acqua di fuoco: oggi si direbbe che ne ha colto lo Yin e lo Yang. Infine Vuillier non tralascia di condurre un’analisi sociologica piuttosto approfondita per un diario di viaggio descrivendo la condizione di segregazione delle donne di Lipari, la povertà dei contadini costretti a emigrare o le disumane condizioni di lavoro dei coatti e dei cavatori di pomice.

Così Vuillier descrive l’ossario dei canonici di Lipari: “L’ombra avviluppava il locale sotterraneo in cui puntavo lo sguardo. Poi lentamente una specie di vago bagliore schiarì le tenebre, e dei cadaveri lungo le pareti o adagiati nelle bare disegnarono le loro forme spettrali. Il primo, il più vicino, si teneva in piedi: il cranio era denudato, un pezzo di stoffa rosso copriva il petto e un merletto filettato scendeva quasi fin sulle ginocchia. Le sue ginocchia!…La faccia ossuta ed appiattita era bucata da due orbite nere, le sue gambe di scheletro sembravano piegarsi sotto il corpo vacillante. Un altro, più in là, portava in capo il berretto triangolare dei preti e aveva la testa sollevata. Appariva il profilo, lo zigomo alto, la bocca aperta in cui restavano soltanto pochi denti ingialliti. Sembrava soffrire molto e gridava come per chiedere aiuto. E nella penombra fino al fondo della sala, nel mistero delle tenebre, nelle nicchie, quegli spettri stavano in piedi o distesi. Erano gli antichi canonici di Lipari che un tempo si era soliti conservare così dopo la morte”.
Decisamente più poetica la descrizione del paesino di Canneto di Lipari: “Canneto, con le case a terrazza come un villaggio africano, apparve tutta bianca su una lunga spiaggia rosa. Le pergole inghirlandavano le verande con le bianche colonne; qua e la le palme agitavano i rami, stagliandosi contro i muri e proiettando un’ombra ondeggiante sulle facciate. Al di sopra del villaggio, fra due monti scarni dominati da una cima che sembrava innevata si apriva un rosso strapiombo. Nella baia, delle navi caricavano la pomice. Le barche andavano e venivano lungo la riva, il mare era ricoperto da piccole pietre galleggianti e lontano, immerso nella luce, lo Stromboli fumava sempre”.

Edizione originale
Gaston Vuillier, LA SICILE. IMPRESSIONS DU PRESENT E DU PASSE’, 1896.

Dove trovare il libro
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale.
- presso il Centro Studi di Lipari, in via Maurolico 15 oppure online.