Francesco Longo

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“Sbaglia chi pensa che le Eolie siano isole. Sono miraggi di pietra che narrano la preistoria

Questo l’incipit de “Il mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito”, il libro di Francesco Longo edito nel 2009 da Laterza nella nota collana Contromano che raccoglie le ‘narrazioni contemporanee’, cioè strumenti di conoscenza della contemporaneità non convenzionali, a metà tra saggistica e fiction.

Francesco Longo paragona ciascuna isola delle Eolie al fossile di un animale preistorico: Stromboli è l’antenato del cinghiale, Panarea è il progenitore di un geco, Filicudi è un triceratopo rivolto verso l’abisso, Vulcano ha la pelliccia gialla del primo leone, Salina con i suoi due vulcani è l’antenato del cammello, Alicudi è il fossile di un canguro che fa il morto a galla e infine Lipari affiora come un coccodrillo.

Questa chiave di lettura sui generis, molto originale per la verità, è il punto di partenza per un viaggio tra gli autori che si sono ispirati all’arcipelago eoliano nella realizzazione delle loro opere artistiche: scrittori, registi etc. si alternano in una specie di guida turistico-letteraria per non-turisti o meglio per viaggiatori dello spirito.

Francesco Longo (Roma, 1978) ha pubblicato il romanzo “2005 dopo Cristo” (con la Babette Factory, Einaudi 2005). Il suo racconto “Le ombre del promontorio” è uscito nell’antologia “I persecutori” (Transeuropa, 2007). Scrive per le pagine culturali de “Il riformista” e collabora con la rivista “AD”. Nella collana Contromano di Laterza ha già pubblicato “Vita di Isaia Carter, avatar” (con Cristiano de Majo, 2008).