Fabrizia Ramondino

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“E a mare, quando facevo il morto, diventavo come una pietra pomice

Fabrizia Ramondino è una scrittrice da poco scomparsa, nata a Napoli nel 1936. Aveva trascorso la sua giovinezza girando per Spagna, Germania e Francia, prima di tornare a stabilirsi a Napoli negli anni Sessanta. Dopo aver fatto molti mestieri è approdata ufficialmente alla letteratura agli inizi degli anni Ottanta. Ha anche preparato testi teatrali e partecipato alla sceneggiatura del film «Morte di un matematico napoletano» di Mario Martone.

E’ autrice di numerosi romanzi e racconti, tra i quali troviamo la raccolta “In viaggio” pubblicata da Einaudi nel 1995 nella collana Coralli, che comprende tredici racconti di viaggio, o sul viaggio come condizione dell’esistenza.

Tre di questi racconti – intitolati “Alloggi”, “Guide” e “Souvenir” – sono in parte ambientati alle isole Eolie:
- in “Alloggi” la Ramondino descrive le proprietarie della pensione Italia che c’era a Stromboli negli anni Sessanta;
- in “Guide” paragona la guida vulcanologica che l’ha accompagnata nella scalata al cratere di Stromboli al personaggio di un verso dantesco;
- in “Souvenir” l’autrice menziona l’ossidiana e la pomice di Lipari.

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Fabrizia Ramondino (1936-1998) è autrice dei romanzi “Althénopis” (1981), “Un giorno e mezzo” (1988), dei racconti “Storie di patio” (1983), del volume “Dadapolis. Caleidoscopio napoletano” (1989) editi da Einaudi. Con Tartaruga ha pubblicato “Taccuino tedesco” (1986), con Garzanti “Star di casa” (1992), nelle edizioni del Melangolo “Terremoto con madre e figlia” (1994). L’ultimo libro, il romanzo “La via” (2008) edito da Einaudi, è uscito il giorno dopo la sua morte improvvisa, avvenuta per un malore durante un bagno in mare sulla spiaggia di Sant’Agostino a Gaeta (LT).