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Elpìs Melena
IN CALABRIA E ALLE ISOLE EOLIE
traduzione di Liliana De Stefano
prefazione e note di Angelo Raffa
Rubbettino ed. 1997.
Il viaggiatore
Unica fra i suoi contemporanei, Elpìs Melena (pseudonimo di Marie Esperance von Schwartz) è una donna viaggiatrice. Personaggio straordinariamente eclettico (giornalista, scrittrice, biografa, traduttrice e altro), fu una nobildonna bella, colta, raffinata, intelligente, sensibile, libera, viaggiatrice instancabile: una condizione ben diversa da quella della maggioranza delle donne di fine ‘800 che proprio alle Eolie “languono in una schiavitù che non è molto dissimile da quella delle donne orientali” come lei stessa nota. La Melèna, inglese di nascita ma tedesca di origine, visse spesso in Italia e fu coprotagonista dei momenti salienti del risorgimento italiano, anche in virtù di una passione per il nostro “eroe dei due mondi”, Giuseppe Garibaldi, che durò oltre 20 anni.
Il viaggio
Elpìs Melena si reca nelle Eolie da Tropea per sette giorni dal 7 al 13 ottobre 1860. Visita Stromboli, Panarea, Salina, Lipari e Vulcano e poi riparte alla volta di Milazzo dove giunge pochi mesi dopo la conclusione della battaglia cruenta che ne consentì la liberazione dal regime borbonico ad opera di Garibaldi. Suo compagno di viaggio fu il capitano Alessandro Dodero, famoso uomo di mare amico di Garibaldi. E’ un viaggio che lei sognava fin da bambina, la cui meta dichiarata è lo Stromboli, che simboleggia la dimensione affettiva della vita della scrittrice. Una meta che sembrava irraggiungibile, proprio come il suo eroe: “A volte credevo di sognare, a volte di essere sotto l’influsso di un angoscioso incubo, a volte di guardare un’isola stregata che, più ci avvicinavamo ad essa, più si ritraeva malignamente da noi; allora, pensavo, qualche maga o fata malefica abita la montagna vulcanica e ha fatto un incantesimo che ci impedisce di sbarcare”. L’irraggiungibilità della meta agognata è un tema tipicamente romantico che accomuna questa scrittrice ai suoi colleghi viaggiatori dell’ottocento, ad esempio Melville da lei stessa citato. Alla fine del viaggio alle Eolie lei finalmente riuscirà ad incontrare Garibaldi nella reggia di Caserta; forse per questo la scrittrice dichiara nel libro che “Solo chi si avvicina intimamente a questo poco conosciuto arcipelago…e gironzola per sentieri non ancora battuti dai turisti…, solo costui ha diritto a quella piacevole ricompensa che toccò a me”.
Il diario di viaggio
L’autrice, che non ha pretese scientifiche o erudite, ci regala una descrizione delle isole Eolie mai noiosa, a tratti ironica e divertente, ad esempio a proposito di una traversata nel mare tempestoso scrive “pensai che la nostra ultima ora fosse giunta e che avrei potuto continuare a scrivere il mio viaggio alle isole Lipari soltanto con la chela di un granchio sul profondo abisso marino”. I suoi testi non sono privi di descrizioni con valore sociologico sulle usanze del tempo – ad esempio sulla condizione della donna che risulta dalla descrizione della storia d’amore tra Salvatore e Carmela - e/o di documento storico sui momenti salienti del passato delle isole, come ad esempio la descrizione dell’uccisione del sindaco borbonico Policastro.
La notte della partenza da Tropea per le Eolie mentre è in mare la Melena, emozionata dalla “poesia di questo viaggio avventuroso, unitamente alla prospettiva di conoscere quell’arcipelago così poco visitato”, scrive: “Sopra di me luccicava un tale splendore di stelle che i miei occhi si pascevano in muto rapimento di quella splendida immagine proveniente dal libro della natura che era aperto davanti a me. Come sembrano piccole tutte quelle sorti terrene al cospetto di questi simboli celesti dell’eternità, che assistono con sorriso imperituro al nascere e al morire del genere umano. La scintillante luce stellare dovette gradualmente ritirarsi di fronte all’imminente aurora, la luna impallidì e la natura si risvegliò festosa ad uno splendido giorno autunnale…Quale penna potrebbe descrivere l’incanto e la poesia di quegli istanti che io vivevo qui in solitudine – trasportata in mare aperto su una fragile barchetta lasciata a sé stessa e in intima relazione con tutto ciò che la mia strana situazione offriva di poetico e con tutto ciò che l’ambiente mi offriva di rimembranze classiche e bellezze naturali. Non era un gioco di prestigio o un sogno a colori – no, ciò che vedevo e mi circondava era tutta realtà, una realtà però mutata e nobilitata nel più fantastico dei sogni.”
Edizione originale
Elpìs Melena, BLICK AUF CALABRIEN UND DIE LIPARISCHEN INSELN IM JAHRE 1860, Hoffmann, Hamburg 1861.
Dove trovare il libro
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale;
- online su InternetBookshop.
- online su Google Books pdf scaricabile dell’edizione in inglese del 1862
Link utili
Scheda libro sul sito dell’editore Rubbettino.





