ARPA EOLIANA
Pungitopo, 2008
“Tutta la notte le raffiche di vento avevano spazzato il cielo senza stelle prima di calmarsi al mattino presto. Il silenzio era ritornato nella stanza, martellato, ogni tanto, dalla pioggia che continuava a battere le persiane.”
Questo è l’incipit del romanzo ambientato a Lipari ai tempi del fascismo del cantore-scrittore eoliano Benito Merlino che prende il nome da una piccola stufa termale altresì detta “L’organo di Eolo” - i cui resti sono visibili ancor oggi a Piano Greca nell’isola di Lipari - che si dice che un tempo emettesse suoni melodiosi quando veniva attraversata dai diversi venti che battono l’isola.
“Arpa eoliana” narra la storia di due viaggiatori che nella primavera 1922, provenienti da Montevideo, sbarcano a Lipari. E’ ritorno tanto sperato nell’isola della sua infanzia felice. Per la donna è la scoperta entusiasta di un mondo insolito. A Lipari incontrano tutta una società pittoresca, eppure dovranno ricredersi perché anche nell’isola comincia a prendere coscienza d’una drammatica realtà: l’avvento del fascismo. Numerosi sono i prigionieri politici. Le simpatie si trasformano. La storia sconvolgerà le esistenze isolane e quelle della coppia…
L’autore:
Benito Merlino è nativo di Filicudi. Dopo aver cantato sulle diverse scene del mondo e a Parigi nei cabaret e nei teatri della Rive Gauche, ha lavorato con Atahualpa Yupanqui, Lanza Del Vasto, Ugo Ronfani. Autore e compositore, ha inciso piu’ di 30 dischi con prestigiose case discografiche. Marionettista, ha realizzato per France2 una serie televisiva, “I Paladini di Francia”. Regista di documentari, ha collaborato alla trasmissione “Thalassa” per il terzo canale. Ha composto musica di parecchi films e della “Crèche de Sicile” di Angela Tripi su dei testi di Vincenzo Consolo. Traduce inoltre in francese alcuni scrittori italiani e quasi tutti i libri di Pino Cacucci per la casa editrice Christian Bourgois. Per Gallimard ha scritto una biografia di Federico Fellini. La sua “Missa Eoliana” è stata recentemente rappresentata nella chiesa madre di Brolo in un arrangiamento in chiave classica di Eugenio Favano. Per il 2009 lavora già a Parigi alla registrazione di un altro disco e alla stesura di un nuovo romanzo.






