Albert T’Serstevens

Albert T’Serstevens

Albert T’Serstevens
Albert T’Serstevens
ITINERARIO EOLIANO
a cura di Roberto Cincotta
Edizioni del Centro Studi di Lipari 1998.

Il viaggiatore
Albert t’Serstevens fu uno scrittore francese di successo e un Viaggiatore con la V maiuscola, forse l’ultimo dei veri viaggiatori che si sono recati alle isole Eolie. Fu un rinomato autore di narrativa e soprattutto di libri di viaggio, che erano il frutto delle sue peregrinazioni. Visse molto a lungo e scrisse decine di libri ma non si considerava un letterato, viaggiava molto e scriveva perché gli piaceva. Prima di partire non leggeva nulla sul luogo da visitare, per evitare preconcetti, né organizzava l’itinerario perché amava l’avventura e gli imprevisti.

Il viaggio
T’Serstevens fu in Italia per 8 mesi nel 1956 a settant’anni con la sua quarta moglie e visitò la Sardegna e la Sicilia, comprese le Isole Eolie. Non era la prima volta che lo scrittore francese veniva in Italia, né sarà l’ultima. Egli stesso dichiara nell’introduzione che dopo aver visitato quasi tutto il mondo l’obiettivo di questo viaggio era quello di ritrovare le origini greche e latine della civiltà occidentale, comuni a francesi, italiani e a tutti gli altri popoli che si affacciano sul mare nostrum. Al termine del viaggio l’autore fu ospite di una trasmissione radiofonica francese in cui raccontò in diretta ai suoi connazionali la bellezza e il fascino delle isole Eolie.

Il diario di viaggio
Il punto di vista di uno scrittore esperto di viaggi in tutto il mondo e profondo conoscitore del pianeta è particolarmente interessante perché gli permette di paragonare le isole Eolie alle altre realtà omologhe del suo tempo facendo parallelismi piuttosto singolari. Ad esempio l’autore paragona le colate eoliane di ossidiana a quelle dell’Islanda e del Messico e lo sbarco a Stromboli gli ricorda quello alle isole Marchesi. Inoltre T’Serstevens fu uno dei primi critici dei danni all’ambiente operati dal fenomeno turistico allora in fase nascente e ha contribuito quindi alla formazione di una coscienza civile che oggi come allora è più che necessaria per la conservazione delle bellezze naturali delle isole.

La descrizione dei cavatori di pomice di Lipari è veramente cruda e toccante. “Tutti sono seminudi, in pantaloncini, talvolta una maglia per quelli che temono un colpo di sole, col cappello o con un fazzoletto annodato per proteggere ciò che possono della loro capigliatura, a piedi nudi nella polvere bruciante. Ovviamente non hanno niente per impedirle di entrare nei polmoni. Rastrellano in questo modo per otto ore piene, sotto un sole moltiplicato da tutte queste superfici bianche. Questo lavoro ha dovuto selezionarli: i corpi sono magnifici, non soltanto perché la razza è bella, ma perché questo esercizio costante sotto la luce ha ammorbidito i muscoli e ha fatto di questi uomini delle statue di un bronzo senza patina. Nella nebbia che il vento solleva appaiono come fantasmi d’atleti in una palestra crepuscolare.”
Da non perdere la sua visione del mestiere di scrittore: “Non ho mai preso vacanze, perché da quando ho finito di andare a scuola, a diciassette anni, non ho mai smesso di essere in vacanza, talvolta a mie spese, lo ammetto, ma non c’è prezzo per essere liberi. Scrivere libri non vuol dire lavorare, è il più delizioso dei divertimenti. Come diceva Degas, ci si diverte, e qualche volta vi danno pure dei soldi per farlo.”

Edizione originale
Albert T’Serstevens, SICILE, SARDAIGNE, ILES EOLIENNES. ITINERAIRES ITALIENS.

Dove trovare il libro
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale.
- presso il Centro Studi di Lipari, in via Maurolico 15 oppure online.

Link utili
Voce in francese su Wikipedia.