Adolf Freiherr von Pereira

Adolf Freiherr von Pereira
Adolf Freiherr von Pereira
NEL REGNO DI EOLO. VIAGGIO ALLE ISOLE EOLIE IN 100 ORE
Ed. Centro Studi di Lipari, 2002.

Il viaggiatore
Adolf Freiherr von Pereira era un barone dell’aristocrazia austriaca come Luigi Salvatore - che sicuramente conosceva e al quale egli ha dedicato il suo libro sulle Eolie - ma non ne aveva ancora letto l’opera che è stata pubblicata alcuni anni dopo; sicuramente non ne aveva la statura intellettuale. Von Pereira aveva letto anche il testo di Spallanzani, più volte citato con ampi estratti nel suo libro, e quello di Dolomieu. Di lui non si sa molto altro.
I suoi compagni di viaggio furono un gruppo di amici in vena di goliardate, un’allegra brigata composta da: il capitano del piroscafo, “un vecchio e simpatico lupo di mare”, un “professore di geografia”, un “gioviale pittore viennese”, “un giovane signore di Palermo”, “il più rinomato pittore di Palermo”, “il secondo leone della società palermitana”, “il cancelliere del consolato austro-ungarico a Palermo”, “il cavaliere, un’egregia persona”.
Non si tratta di veri e propri viaggiatori, ma di precursori dei turisti dei nostri tempi, nelle accezioni positiva e negativa del termine.

Il viaggio
L’autore e i suoi amici sono partiti da Palermo il 20 luglio 1879 per una crociera nelle isole Eolie sull’”Eleonora”, un piroscafo a elica preso a noleggio. Non si trattò di un vero e proprio viaggio, piuttosto di un’escursione dalla quale i componenti avevano aspettative più che altro ludiche. La crociera durò cinque giorni circa (le “100 ore” del sottotitolo) e, grazie alla propulsione a motore del natante, riuscì a toccare tutte e sette le isole prima di fare rientro a Palermo.

Il diario di viaggio
Il libro di Von Pereira non ha pretese letterarie, è il resoconto di una scampagnata che Malatesta nell’introduzione ha giustamente paragonato alle zingarate di “Amici miei”, un secolo prima. Il resoconto è corredato da disegni dell’autore, dotato di gusto e ironia, è integrato con gli appunti tratti dai taccuini dei suoi compagni di viaggio e include note storiche, bibliografiche e persino numismatiche. L’interesse dunque di questo scritto nasce proprio dal fatto che costituisce un caleidoscopio di punti di vista dell’epoca e ci restituisce dunque un’immagine multiforme, anche se spesso inesatta e superficiale, della realtà delle isole di quel tempo.
Durante la navigazione il piroscafo incontra un branco di delfini e, mentre i suoi compagni di viaggio tentano di sparare ai malcapitati animali, l’autore inorridito così li saluta; “Cari compagni di giochi, gridai dentro di me ai delfini, cari lieti compagni di giochi nelle feste sacre di Nettuno, immergetevi e non mostratevi alla gente moderna che mira a voi con il piombo sciocco e brutale, e supplicate a nome mio il vecchio Tirreno di perdonare ai miei compagni la colpa di avere insidiato voi, animali sacri al dio; placate la sua ira, affinché egli non sollevi il suo tridente dorato e faccia scaturire un’infinita tempesta notturna; affinché non incoraggi il vecchio Eolo, che domina ancora come un re invisibile le sue sette isole, ad affondare naviganti e nave nei flutti indignati.
Diversamente vi trattava la gente, quando ancora davanti ai suoi occhi tiravate la purpurea carrozza di conchiglie delle Nereidi incoronate di alghe, mordendo divertiti con le vostre larghe bocche le redini bianche come la schiuma del mare.
L’intero esercito allegro e brulicante dei beati abitanti del mare si è nascosto già da tempo nelle profondità dei flutti tirreni, solo voi siete rimasti ancora; per questo siate benvenuti e vogliate presto accompagnarci in un nuovo regno di riconciliazione.”

Edizione originale
Adolf Freiherr von Pereira, Im reiche des Aeolos. Ein Bordleben von hundert Stunden an den Liparischen inseln, Hartleben Vienna 1883

Dove trovare il libro
- presso il Centro Studi di Lipari, in via Maurolico 15 oppure online.
- presso la biblioteca comunale di Lipari, in via prof. Emanuele Carnevale.